Vaccini, scontro UE-Astrazeneca: “Azienda rispetti contratto”

da Redazione


(Teleborsa) – Cresce la tensione tra Bruxelles e il colosso farmaceutico anglo-svedese AstraZeneca. L’Ue ha prefinanziato la capacità di produzione dei vaccini anti Covid di AstraZeneca assumendosi in parte il rischio di perdere i soldi nel caso che i vaccini stessi non funzionassero e non venissero autorizzati, in cambio dell’impegno a fornire un certo numero di dosi agli Stati membri. E ora, in attesa dell’autorizzazione dell’Ema prevista per venerdì, dopo gravi ritardi annunciati la settimana scorsa dalla società farmaceutica nella consegna dei vaccini, pretende che il contratto venga rispettato.

“Al contratto di fornitura anticipata dei vaccini concluso dalle case farmaceutiche con la Commissione europea non si applica la logica primo arrivato, prima servito come dal macellaio di quartiere” ha tuonato senza mezzi termini la commissaria europea alla Salute, Stella Kyriakides, durante la breve videoconferenza stampa, convocata d’urgenza oggi a Bruxelles prima della riunione del comitato direttivo sui vaccini di stasera, cui ha partecipato, dopo una serie di traccheggiamenti, anche la vicepresidente esecutiva di Astrazeneca per Europa e Canada Iskra Reic. Dire ora, come fa AstraZeneca, che la società non è obbligata a consegnare le dosi concordate perché l’accordo prevede solo un impegno a fare “il massimo sforzo” (“the best effort”) per l’Ue “non è né corretto né accettabile”.

Per rispettare i suoi impegni, AstraZeneca può e deve fare ricorso, come prevede il contratto, agli stock di vaccini fabbricati nei suoi impianti nel Regno Unito, se ha problemi di produzione in una delle sue due fabbriche ubicate nell’Ue, perché questo prevede esattamente il contratto di fornitura anticipata, ha spiegato la commissaria. Bruxelles ha insistito che non c’è una gerarchia negli impianti di produzione tra i quattro elencati nell’intesa siglata, due nel Regno Unito, uno in Belgio, e uno in Germania. Anche quelli britannici rientrano, infatti, nell’accordo di pre-acquisto, in base al quale l’Ue ha assunto il rischio d’impresa, finanziando con 336 milioni di euro di soldi pubblici gli stock prodotti prima del via libero al vaccino. Tranche versate per il momento solo in parte, col pagamento, che dipenderà dalle consegne. Inoltre, visto che il contratto lo prevede, c’è l’intenzione di fare ispezioni ai siti produttivi. Quello in Belgio, indicato da AstraZeneca come la fabbrica responsabile dei ritardi, con un taglio delle consegne tra il 50% ed il 60%, ed una riduzione ad un quarto dei numeri da tre cifre, è già stato fatto. I risultati del sopralluogo saranno resi noti nei prossimi giorni.

“Quello che posso dire – ha affermato Kyriakides – è che nel nostro contratto, che prevede un programma di consegne con scadenze trimestrali non è previsto che un qualunque paese, o il Regno Unito, abbia priorità perché ha stipulato i contratti di fornitura prima di noi. Se questo fosse stato il caso AstraZeneca avrebbe dovuto proporre una clausola nel contratto che rendesse noto che davano priorità alle consegne al Regno Unito. Ma questa clausola nel contratto non c’è”.

“Vorrei essere chiarissima: i 27 Stati membri dell’Unione europea sono uniti sul fatto che AstraZeneca deve mantenere gli impegni assunti nel nostro accordo. Le aziende farmaceutiche, gli sviluppatori dei vaccini, – ha sottolineato Kyriakides – hanno responsabilità morali, contrattuali, e riguardo alla società che devono assumersi. Chiediamo ad AstraZeneca di essere quanto più trasparente possibile con i contratti. Pensiamo che renderli pubblici chiarirebbe molte delle questioni sollevate”.

Al termine della riunione di questa sera Kyriakides ha affermato che vi è stato uno “scambio costruttivo con il Ceo di AstraZeneca Pascal Soriot sulle consegne del loro vaccino dopo l’approvazione” sottolineando che “l’Ue rimane unita e ferma. Devono essere rispettati gli obblighi contrattuali, i vaccini devono essere consegnati ai cittadini dell’Ue”. “Ci rammarichiamo – ha concluso la commissaria europea – per la continua mancanza di chiarezza sul programma di consegna e chiediamo ad AstraZeneca un piano chiaro per la consegna rapida della quantità di vaccini che abbiamo riservato per il primo trimestre. Lavoreremo con l’azienda per trovare soluzioni e fornire rapidamente vaccini”.





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