Tim, titolo brilla sostenuto da commenti Gorno Tempini (Cdp) su rete unica Da Reuters

da Redazione



© Reuters. Il logo TIM presso la sede a Roma. REUTERS/Yara Nardi

MILANO (Reuters) – Telecom Italia (MI:) (Tim) è in rialzo a Piazza Affari sostenuta dalle dichiarazioni del presidente di Cassa Depositi e Prestiti, secondo azionista del gruppo con una quota del 10%, sulla conferma del supporto di CDP al progetto di creazione di una rete unica con Open Fiber.

Tim avanza del 2,5% a 0,4449 euro nella prima seduta dell’anno, sovraperformando l’indice FtseMib, in rialzo dell’1% circa.

Gorno Tempini, che siede nel consiglio di amministrazione di Tim, in un’intervista al Sole 24 Ore domenica ha sottolineato come non ci sia alternativa ad una rivisitazione del piano per la creazione di una rete unica che metta a fattor comune gli asset di rete dell’ex monopolista e quelli di Open Fiber, di cui Cdp è azionista di controllo.

“Vediamo il messaggio come un supporto importante al titolo, … per il sostegno al piano rete unica che costituisce un elemento importante per aumentare il valore dell`azienda rispetto alla situazione stand-alone”, scrive Domenico Ghilotti, analista di Equita, ricordando come il sostegno all’integrazione degli asset di rete di Tim con quelli di Open Fiber da parte di Cdp fosse atteso ma mai esplicitato in queste settimane.

Il broker stima un valore valore addizionale di 15-20 centesimi al titolo dell’ex monopolista e sottolinea come Gorno Tempini abbia usato parole “non ostili” nei confronti di Kkr, limitandosi a dire che la Cassa è abituata ad essere affiancata da investitori privati, che riducono la necessità d’intervento della stessa e ne validano le scelte.

L’inizio del 2022 si preannuncia intenso per il principale gruppo di telecomunicazioni italiano, che dovrà sciogliere una serie di nodi, a partire della nomina del nuovo amministratore delegato dopo l’uscita dell’ex numero uno Luigi Gubitosi dal consiglio.

Domani secondo quanto riferito da una fonte sindacale, il presidente del gruppo Salvatore Rossi e il direttore generale Pietro Labriola incontreranno i segretari generali di Slc-Cgil e Fistel-Cisl, che nei giorni scorsi avevano hanno chiesto rassicurazioni sul mantenimento dei perimetri occupazionali del gruppo in qualsiasi ipotesi di riassetto. Tim non ha commentato.

Labriola, numero uno della controllata brasiliana e promosso a direttore generale del gruppo, è considerato il probabile successore di Gubitosi, hanno spiegato fonti vicine al dossier, anche se il gruppo ha comunque avviato un processo di ricerca affidato a Spencer Stuart.

Tim inoltre deve ancora prendere posizione rispetto la proposta di acquisto non vincolante del fondo statunitense KKR, che ha messo sul piatto 10,8 miliardi di euro per acquisire l’intero gruppo, e punta ad effettuare un carve-out degli asset di rete, affidandone il controllo a Cdp, secondo quanto riferito da più fonti vicine alla situazione. Resta inoltre da mettere a terra il nuovo piano industriale, che andrà approvato all’inizio di marzo.

Il primo consiglio di amministrazione ordinario è previsto il 26 gennaio, hanno detto a Reuters due fonti a conoscenza della situazione, una delle quali ha spiegato che l’ordine del giorno è ancora in fase di definizione.

La proposta di Kkr, che valorizza Tim 33 miliardi se si include il debito netto, ha ricevuto una risposta fredda da parte di Vivendi (PA:), primo azionista con il 24%, che si è detta aperta a discutere della cessione del controllo degli asset di rete di Tim nell’ambito di un progetto a guida istituzionale.

Tim e Cdp avevano raggiunto un accordo preliminare per integrare la rete di accesso di Tim con quella di Open Fiber, che prevedeva la possibilità dell’ex monopolista di mantenere la maggioranza azionaria della nuova società nell’agosto 2020, ma il piano è stato poi di fatto congelato con il cambio di governo un anno fa.

(Elvira Pollina, in redazione a Roma Stefano Bernabei)



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