Recovery plan, interventi su sanità sono “condivisibili” per Confindustria

da Redazione


(Teleborsa) – Il capitolo del Recovery plan riguardante i temi sanitari è condivisibile e frutto di un lavoro importante, secondo Gianfelice Rocca, special advisor di Confindustria per le Scienze della vita, ma per “poi passare dalle parole ai fatti e alle azioni” serve il contributo di tutti e “per riuscirci, il primo obiettivo è avere una struttura della governance che permetta un confronto costante con le parti sociali. Confindustria è a disposizione”. È quanto ha sostenuto Rocca durante l’audizione alla Commissione Affari sociali della Camera sulla proposta di Piano nazionale di ripresa e resilienza.

Il position paper “La prosperità dell’Italia passa dal settore salute” elaborato di recente da Confindustria, ha sottolineato Ricca “contiene molti spunti utili ad avviare un confronto sullo sviluppo delle riforme e degli investimenti che dovranno essere implementati nei prossimi anni in ambito sanitario”. Linee di azione che riguardano gli standard nazionali per temi come l’assistenza territoriale, la telemedicina, la digitalizzazione, ache se, secondo Confindustria, “la scelta dei modelli per conseguirli a livello territoriale deve essere lasciata alle autonomie regionali“.

Il position paper auspica “l’utilizzo di un approccio basato sulla misurazione dei risultati degli investimenti sia in termini di costi gestionali che di eventuali guadagni di efficienza” per quanto riguarda i circa 18 miliardi di investimenti sanitari previsti dal PNRR entro il 2026. Attenzione anche sul tema della formazione in campo sanitario per la quale Confindustria auspica un ripensamento del modello per medici ed infermieri che preveda l’equiparazione della formazione dei medici di medicina generale allo stesso livello istituzionale delle scuole di specializzazione; il consolidamento dei nuovi profili professionali infermieristici; la progressiva assunzione di autonomia professionale del medico specializzando; l’istituzione di corsi di laurea con una forte componente analitica.

Importante anche la digitalizzazione in sanità che deve ridurre il tempo dedicato alla compilazione di documenti ed aumentare quello dedicato all’assistenza dei pazienti. Per quanto riguarda i referti elettronici, ad esempio, secondo Confindustria “bisogna incentivare l’adozione di sistemi che consentano di integrare le fonti e che garantiscano l’automazione del riempimento delle informazioni in una continua interconnessione degli strumenti propria dell’Internet of Things“.

“Di fronte alle sfide che ha di fronte l’Italia serve rafforzare la collaborazione tra tutti gli attori del sistema, pubblici e privati, sulla base di criteri e modalità condivise e trasparenti. Proponiamo un Patto per le Life Science che parta dalla chiara definizione degli obiettivi e delle regole”. Rocca ha sottolineato che il settore “ha un ruolo fondamentale, sia per la tenuta sociale del Paese sia per il suo sviluppo e rilancio economico” ricordando che si tratta di una filiera con un valore “pari oggi il 10% del PIL nazionale” e “destinato a crescere”, tanto che dal 2020 al 2026 si stima possa produrre 1.500 miliardi di investimenti.





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