Ora di Futuro nell’anno del Covid-19: scuola sia tecnologica e in presenza

da Redazione


(Teleborsa) – Una scuola “tecnologica” e con tanti “laboratori”, ma possibilmente “in presenza” perché le relazioni umane sono importantissime per l’apprendimento. E’ questa la preferenza espressa da 50mila bambini della Generazione Alpha, nati dopo il 2010, iscritti alle 3.500 classi di III, IV e V elementare di tutta Italia che hanno aderito durante il periodo di lockdown al Programma “Ora di Futuro”, il progetto lanciato due anni fa lanciato da Generali Italia e la fondazione The Human Safaty Net.

La centralità delle “relazioni umane” viene riproposta anche dalle 1.300 famiglie fragili, con bambini 0-6 anni, dei 16 Centri “Ora di Futuro”, per superare il senso di solitudine e isolamento sperimentato durante il lockdown.

Sono queste le principali evidenze della seconda edizione dell’Osservatorio “Ora di Futuro”, che restituisce un’analisi completa del progetto di educazione rivolto a bambini insegnanti, famiglie e reti non profit in tutta Italia. La valutazione dell’impatto sociale generato dal progetto è stata affidata al gruppo di ricerca Tiresia (Politecnico di Milano) mediante questionari digitali e interviste mirate a insegnanti, pedagogisti, studenti, genitori. The Human Safety Net si è occupata invece di valutare l’impatto delle attività delle Onlus.

“Ora di Futuro è un progetto di crescita, di vita, di speranza e di solidarietà che anche quest’anno ha saputo tradursi in preziose opportunità per i bambini e le loro famiglie”, ha affermato all’evento di presentazione Maria Elisabetta Alberti Casellati, Presidente del Senato, mettendo in luce “l’opportunità di sentirsi meno soli e, allo stesso tempo, di acquisire nuove consapevolezze. L’opportunità di prendere coscienza delle loro potenzialità e incredibili risorse. L’opportunità di guardare al domani senza paure ma con fiducia e spirito costruttivo”.

Marco Sesana, Country Manager & CEO di Generali Italia e Global Business Lines, ha spiegato “l’obiettivo della nostra Fondazione The Human Safety Net è quello di liberare il potenziale delle persone: oggi è più che mai importante per affrontare e superare l’emergenza che stiamo vivendo e per costruire un futuro sostenibile. Con questo progetto di educazione partiamo proprio dai bambini, che rappresentano il nostro futuro”.

Dall’Osservatori emerge che la scuola deve essere tecnologica per garantire le competenze digitali a tutti, laboratoriale perché solo attraverso “il fare” si impara davvero, in presenza perché la scuola è prima di tutto luogo di apprendimento e di interazione sociale. I bambini sono quindi consapevoli dei vantaggi del digitale, ma ne percepiscono anche i limiti perché la didattica a distanza non potrà mai sostituire il rapporto tra compagni di classe e docenti, tanto importante per lo sviluppo degli apprendimenti.

La Generazione Alpha è ottimista e impegnata

Dall’analisi dei 2.000 elaborati condotta da un team di pedagogisti guidati dal Roberto Benes, coordinatore nazionale di “Ora di Futuro” emerge che i bambini della “Generazione Alpha” si sono riscoperti molto ottimisti (49%) e con la percezione dell’importanza del loro impegno per migliorare il mondo futuro e dell’importanza del tema ambiente.

Ma non è sfuggito all’indagine di quest’anno l’impatto del lockdown sulla creatività, che presenta in molti casi un desiderio di fuga, che lo scorso anno non compariva in nessun elaborato, e temi legati al Covid come i medici e la cura dei malati.

Educare sfruttando le potenzialità del digitale

Quest’anno l’Osservatorio The Human Safety Net/Ora di Futuro contiene due importanti novità: l’impatto sociale del progetto e come bambini, famiglie, scuole e Onlus hanno affrontato l’emergenza Covid-19.

Nella scuola è emerso che una didattica digitale ha contribuito a migliorare i rapporti scuola-famiglia e che la piattaforma digitale ha permesso ai ragazzi con DSA e senza di aumentare le capacità di apprendimento e competenze.

Per le famiglie fragili con bambini 0-6 anni, l’analisi ha evidenziato che la prosecuzione delle attività con le Onlus nei Centri anche da remoto ha garantito alle famiglie più fragili la continuità educativa, ma anche il supporto socio-educativo a favore della genitorialità. Di qui la la necessità per le realtà non profit di acquisire gli strumenti necessari a continuare le proprie attività di missione anche da remoto.

Ora di Futuro ha già coinvolto 80mila bambini in 2 anni

Il progetto , grazie a una vasta rete di collaborazione – le Onlus L’Albero della Vita, Mission Bambini e CSB, WeSchool, Tiresia/Politecnico di Milano, ScuolAttiva Onlus – ha coinvolto in due anni 80.000 mila bambini e quest’anno durante l’emergenza Covid-19 ha ridisegnato le attività per supportare la scuola, gli insegnanti e le famiglie con l’obiettivo prioritario di garantire la continuità della didattica anche distanza e il supporto alle famiglie fragili.

Prende il via ora il terzo anno di “Ora di Futuro” 2020/2021 con l’apertura di 7 nuovi Centri in tutta Italia, con le Onlus L’Albero della Vita, Mission Bambini e CSB.





Fonte

0 commento
0

You may also like

Lascia un Commento