Imposta digitale Ue coprirà centinaia di imprese

da Redazione



© Reuters. La commissaria europea Margrethe Vestager parla durante una conferenza stampa presso la sede dell’Ue a Bruxelles. 9 giugno 2021 . John Thys/Pool via REUTERS/File Photo

BRUXELLES (Reuters) – L’imposta digitale che sarà proposta nelle prossime settimane dalla Commissione europea per finanziare la ripresa dalla pandemia di Covid-19 si applicherà a centinaia di imprese, in maggioranza europee, secondo la vicepresidente della Commissione Margrethe Vestager.

Nel tentativo di far ripartire la crescita economica e di favorire un’economia più verde e digitale i 27 Stati membri dell’Unione europea l’anno scorso hanno deciso di emettere debito congiunto per 750 miliardi di euro per finanziare il recovery fund.

Il debito, emesso dalla Commissione per conto degli Stati membri, dovrà essere ripagato in 30 anni da nuove tasse, tra le quali imposte sulla digital economy e sulle emissioni di Co2.

Vestager ha accolto con soddisfazione l’accordo Ocse raggiunto ieri su nuove regole per stabilire dove le imprese debbano essere tassate e su un’aliquota di almeno il 15%, ma ha detto che la Ue procederà con la sua imposta digitale.

“Se questo progetto sarà appoggiato e messo in pratica e se le autorità fiscali avranno le risorse adeguate a riscuotere le tasse, allora alcune delle imprese che oggi pagano poco o nulla di tasse daranno il loro contributo alle società in cui svolgono le loro attività”, ha detto Vestager a Reuters.

La vicepresidente della Commissione ha sottolineato che l’imposta ha obiettivi differenti rispetto all’accordo Ocse e la portata dell’imposta è “molto più ampia, e in linea di principio è un’imposta e non una tassa”.

“Laddove l’accordo Ocse riguarda le 100 più grandi imprese, questo invece è per molte, molte più aziende”, ha dichiarato, aggiungendo che l’imposta riguarderà principalmente imprese europee, ma anche altre saranno interessate.

“Capisco che per un’impresa, a prescindere dal nome che diamo, sia un costo”, ha detto Vestager aggiungendo che le aziende dovrebbero considerarlo come un normale costo per intraprendere attività in Europa.

La vicepresidente non ha fornito dettagli su quali aziende saranno interessate o sull’entità dell’imposta. La Commissione ha provvisoriamente indicato il 14 luglio per l’annuncio ufficiale.

(Tradotto da Luca Fratangelo in redazione a Danzica, in redazione a Milano Sabina Suzzi, luca.fratangelo@thomsonreuters.com, +48587696613)

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