Eni aumenta cedola 8% in piano 2021-24, produzione E&P salirà 4%, capex medio a 7 mld Da Reuters

da Redazione



© Reuters. Il logo Eni presso la sede centrale a San Donato Milanese

MILANO (Reuters) – Eni (MI:) alza il velo sul piano strategico al 2024, che conferma la totale decarbonizzazione di tutte le attività entro il 2050, e un capex medio annuo a 7 miliardi, dei quali oltre il 20% è destinato a progetti green e G&P retail, quali l’aumento della capacità delle rinnovabili e crescita della base clienti, lo sviluppo di progetti di economia circolare e l’aumento della capacità delle bio-raffinerie.

In una nota la major petrolifera annuncia, inoltre, il miglioramento della politica di remunerazione: un dividend floor di 0,36 euro per azione con un prezzo del di 43 dollari al barile, inferiore di 2 dollari rispetto al precedente, per poi aumentare con una percentuale crescente tra 30 e 45% del free cash flow incrementale generato da uno scenario compreso tra i 43 e i 65 dollari.

Complessivamente, si legge nel comunicato, il dividendo cresce di circa l’8% rispetto alla precedente politica di remunerazione. Confermata la suddivisione in due tranche di pagamento di pari importo a settembre e maggio.

E’, inoltre, previsto un programma di buyback di 300 milioni l’anno che sarà riattivato con un prezzo del Brent pari a 56 dollari, un livello inferiore rispetto alla soglia di attivazione precedente. Il buyback salirà a 400 milioni l’anno a partire da 61 dollari al barile e a 800 milioni l’anno a partire da 66 dollari, come già previsto.

Il piano, che è in corso di presentazione alla comunità finanziaria, prevede la fusione fra i business delle energie rinnovabili e del retail e punta a una “crescita accelerata della base retail a 15 milioni clienti, alla crescita della capacità installata da rinnovabili a 15 GW al 2030 e a un’Ebitda raddoppiato a quasi 1 miliardo nel 2024”.

La gestione del portafoglio consentirà di valorizzare al massimo gli asset e di dismettere business non strategici. Il piano di dismissioni raggiungerà un valore complessivo lordo superiore ai 2 miliardi, e la maggior parte del ricavato verrà reinvestito in acquisizioni per ridefinire il portafoglio.

Infine, per quanto riguarda il core business degli idrocarburi, la produzione è vista crescere del 4% medio annuo nell’arco del piano, principalmente in maniera organica. E per il 2021, un anno di transizione prima della piena ripresa dal Covid-19, la produzione si conferma a circa 1,7 milioni di barili di olio equivalente/giorno.

Il capex Upstream ammonterà a circa 4,5 miliardi l’anno come media, dei quali il 50% circa per contrastare l’esaurimento dei giacimenti attualmente operativi, e il restante 50% destinati alla crescita.

(Giancarlo Navach, in redazione a Milano Gianluca Semeraro)

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