Borsa Usa in calo, pesano tech, occhi su Powell Da Reuters

da Redazione



© Reuters. Il presidente della Federal Reserve Jerome Powell a Washington

(Reuters) – L’azionario Usa è debole in una sessione instabile, in attesa delle dichiarazioni del presidente della Fed Jerome Powell sull’aumento dei rendimenti dei bond, mentre i dati evidenziano una notevole ripresa del mercato del lavoro.

Il numero di richieste di sussidi di disoccupazione è aumentato negli Usa la scorsa settimana, sull’onda delle tempeste di neve nel Sud densamente popolato, malgrado l’outlook del mercato del lavoro stia migliorando con il calo dei nuovi contagi da Covid.

Gli indici principali di Wall Street sono calati nelle ultime due sessioni, con l’impennata dei rendimenti dei bond Usa a mettere pressione alle azioni del comparto tech, mentre i titoli legati alla crescita economica hanno sovraperfomato sulle speranze di ulteriori stimoli economici e di progressi nelle vaccinazioni.

Il sottoindice dell’energia sale dell’1% grazie ai prezzi del petrolio in crescita. Apple (NASDAQ:), Tesla (NASDAQ:), e PayPal (NASDAQ:) sono tra i titoli peggiori dell’

Powell dovrebbe parlare alle 18,05 ad una conferenza del Wall Street Journal, e il suo intervento sarà analizzato in cerca di segnali che esprimano preoccupazione per il balzo dei rendimenti dei bond. Sarà il suo ultimo intervento pubblico prima del policy meeting della Fed del 16-17 marzo.

In attesa dell’intervento di Powell, i rendimenti dei bond decennali del Tesoro Usa restano a 1,47%, al di sotto del massimo annuale toccato la scorsa settimana di 1,61%.

Alle 16,55, il cede lo 0,10%, fermandosi a 31.238,96, lo S&P 500 perde lo 0,03% a 3.818,30 e il cede lo 0,40%, fermandosi a quota 12.940,70.

Il Senato Usa dovrebbe iniziare oggi la discussione sul pacchetto di aiuti da 1900 miliardi di dollari voluto dal Presidente Biden, dopo aver concordato la graduale eliminazione dei pagamenti agli statunitensi ad alto reddito, in un compromesso con i senatori democratici più moderati.

Boeing (NYSE:) guadagna l’1% in seguito all’accordo tra Usa e Gran Bretagna circa la sospensione per quattro mesi dei dazi di ritorsione, conseguenza della discordia sui sussidi alle compagnie aeree, per dare tempo alle negoziazioni.

Disney cede l’1% dopo aver annunciato la chiusura di almeno 60 Disney stores in nord America quest’anno, e di circa il 20% di quelli sparsi per il mondo, nel quadro di un rinnovamento della propria piattaforma digitale per focalizzarsi sull’ e-commerce.

(Tradotto da Redazione Danzica, in Redazione a Roma Stefano Bernabei)

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