Borsa Milano, buon avvio dicembre, crolla UniCredit Da Reuters

da Redazione



© Reuters. Una donna cammina davanti all’ingresso della Borsa di Milano

MILANO, 1 dicembre (Reuters) – Piazza Affari consolida il rialzo della prima parte delle seduta, la prima di dicembre, sostenuta dalla buona partenza di Wall Street e nonostante il peso del tracollo di UniCredit che zavorra l’indice milanese rispetto agli altri panieri europei.

Dopo il rally da record registrato a novembre i mercati azionari continuano ad essere trascinati dall’ottimismo sui vaccini anti-Covid mentre sul fronte macro nuovo stimolo è arrivato stamani dai dati Pmi sulla manifattura cinese oltre le attese, nonostante l’analogo indicatore per le economie della zona euro abbia evidenziato gli effetti delle misure restrittive per frenare la diffusione della pandemia.

Gli analisti non nascondono qualche cautela sul proseguimento del trend in un mercato che è alla ricerca di nuovi stimoli, in particolare sulle decisioni di politica monetaria e fiscale per sostenere la ripresa dell’economia e dare maggiore visibilità alle prospettive per l’anno prossimo

Tra i titoli in evidenza:

Unicredit (MI:) protagonista in negativo della seduta con una perdita di oltre il 9% dopo che l’annuncio di ieri sera sull’uscita del Ceo Jean Pierre Mustier alla fine del suo mandato ha scatenato le preoccupazioni degli analisti per la fase di incertezza che si apre per l’istituto su governance e strategie.

Sale invece del 3,3% Mps (MI:), ridimensionando i guadagni dell’avvio, sulle aspettative che il passo indietro di Mustier possa spianare la strada a un’acquisizione dell’istituto senese da parte di UniCredit.

In un clima positivo per il settore bancario in Europa, a Piazza Affari Intesa Sanpaolo (MI:) sale del 3%, Bper (MI:) dell’1,8% e Banco Bpm (MI:) del’1,5%. “La ‘relativa’ buona notizia che si può trarre dal ritiro di Mustier è che, se assumiamo come conseguenza un’operazione UniCredit-Mps, ciò comporta che Banco Bpm (MI:) non è più un potenziale candidato per la banca senese e un’aggregazione con Bper sembra maggiormente possibile, cosa che riteniamo possa essere una buona partnership industriale per le due banche”, dice Fidentiis in una nota.

Creval (MI:) si mantiene salda sopra il prezzo dell’Opa lanciata da Credit Agricole (PA:) Italia mentre l’istituto valtellinese ha formalizzato la nomina degli adviser – BofA, Mediobanca (MI:) e Intermonte – per la valutazione dell’operazione.

Sugli altri comparti bene Atlantia (MI:), +3%, mentre secondo il Sole 24 Ore potrebbe essere il 15 dicembre la nuova scadenza per la presentazione di un’offerta finale per Aspi da parte di Cdp, Blackstone e Macquarie ad un prezzo che sarà probabilmente inferiore alla prima proposta. L’ipotesi stampa, tuttavia, non scalda gli analisti che sottolineano come nel processo di vendita sia cruciale l’approvazione del Pef.

Forte Stm (PA:), la migliore del FTSE MIb con +3,3% riprendendo il lungo trend rialzista.

Il listino milanese delle blue chip è sostenuto anche dai petroliferi, con Eni (MI:) in rialzo dell’1,2% in un settore oil europeo vivace e che guarda alle trattative tra l’Opec e gli alleati che hanno rinviato il meeting formale per discutere se aumentare la produzione a partire dal mese prossimo.

Telecom Italia (MI:) in leggero rialzo dello 0,4% dopo che, secondo quanto riportato da fonti, il fondo sovrano di Abu Dhabi sta trattando con Kkr e il governo italiano un investimento nell’ultimo miglio della rete fissa di Tim.

Tra i titoli minori Safilo (MI:) balza di oltre il 9%, Cerved (MI:) del 7% e Sesa, del 5,7% circa dopo il Buy con cui Equita ha avviato la copertura della small cap con target di 110 euro.

(Andrea Mandalà, in redazione a Milano Cristina Carlevaro)





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